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Citazione bibliografica

Ricci, A., Gli italiani in Russia e i rapporti bilaterali, a cura di Fondazione Migrantes, in Quinto Rapporto Italiani nel Mondo 2010, IDOS, Roma, 2010, pp. 352-356, https://www.dossierimmigrazione.it/en/prodotto/v-rapporto-italiani-nel-mondo-2010/

  • Autore/i
    Ricci, A.
  • Titolo pubblicazione
    Gli italiani in Russia e i rapporti bilaterali
  • Curatore/i
    Fondazione Migrantes
  • Titolo del volume in cui è pubblicata
    Quinto Rapporto Italiani nel Mondo 2010
  • Casa editrice
    IDOS
  • Luogo pubblicazione
    Roma
  • Da pagina
    352
  • A pagina
    356
  • Indirizzo web della pubblicazione
    https://www.dossierimmigrazione.it/en/prodotto/v-rapporto-italiani-nel-mondo-2010/
  • Abstract
    Il contributo analizza la presenza degli italiani in Russia con particolare riferimento alla comunità storica della Crimea, una delle più singolari e meno conosciute esperienze della diaspora italiana in Europa orientale. Antonio Ricci ricostruisce le origini di questa comunità, formatasi soprattutto nel XIX secolo nella città portuale di Kerč’, dove emigrarono numerosi italiani — in gran parte pugliesi provenienti da Trani, Bisceglie e Molfetta — attratti dalle opportunità offerte dai commerci nel Mar Nero e dalle attività legate alla pesca, alla cantieristica e al commercio marittimo. Nel corso dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento la comunità italiana si consolidò, sviluppando istituzioni proprie, come una chiesa cattolica, scuole e associazioni culturali, e contribuendo allo sviluppo economico e urbano della regione. Tuttavia, le vicende politiche del XX secolo segnarono profondamente il destino di questa minoranza. Durante il periodo sovietico molti italiani furono colpiti dalle purghe staliniane e, nel 1942, l’intera comunità fu deportata dalle autorità sovietiche verso il Kazakistan e altre regioni dell’Asia centrale con l’accusa di collaborazionismo con il nemico. La deportazione e le dure condizioni dei campi di lavoro portarono alla quasi distruzione della comunità: molti morirono durante il viaggio o nei gulag, mentre solo una piccola parte dei deportati riuscì a tornare in Crimea dopo la guerra. In questa prospettiva, la storia degli italiani di Crimea rappresenta un capitolo poco noto ma significativo delle relazioni italo-russe e della diaspora italiana, segnato da una presenza storica di lunga durata e da una tragica esperienza di persecuzione e dispersione.