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Citazione bibliografica

Ricci, A., Imigranţi italieni în România (sfârşitul secolului XIX-secolul XX), a cura di Rotariu, T; Bolovan, S. P., Bolovan, P., in Populaţia României. Trecut, Prezent, Viitor, Populaţia României. Trecut, Prezent, Viitor, Cluj-Napoca, 2006, pp. 545-567, http://www.editura.ubbcluj.ro/www/ro/book2.php?id=130

  • Autore/i
    Ricci, A.
  • Titolo pubblicazione
    Imigranţi italieni în România (sfârşitul secolului XIX-secolul XX)
  • Curatore/i
    Rotariu, T; Bolovan, S. P., Bolovan, P.
  • Titolo del volume in cui è pubblicata
    Populaţia României. Trecut, Prezent, Viitor
  • Casa editrice
    Populaţia României. Trecut, Prezent, Viitor
  • Luogo pubblicazione
    Cluj-Napoca
  • Da pagina
    545
  • A pagina
    567
  • Indirizzo web della pubblicazione
    http://www.editura.ubbcluj.ro/www/ro/book2.php?id=130
  • Abstract
    Il contributo analizza la presenza degli immigrati italiani in Romania tra la fine del XIX secolo e il XX secolo, ricostruendo le principali caratteristiche dei flussi migratori e il ruolo svolto dagli italiani nello sviluppo economico e sociale del paese. Antonio Ricci evidenzia come queste migrazioni fossero composte in larga parte da artigiani, operai specializzati, tecnici e imprenditori provenienti soprattutto dalle regioni settentrionali e nord-orientali dell’Italia, attratti dalle opportunità offerte dai processi di modernizzazione della Romania. Il saggio mostra come gli italiani abbiano contribuito in modo significativo alla costruzione di infrastrutture, allo sviluppo urbano e alla diffusione di competenze tecniche e professionali. Allo stesso tempo, l’analisi mette in luce le forme di organizzazione comunitaria, le istituzioni religiose e le reti sociali che hanno permesso a queste comunità di radicarsi nel contesto locale mantenendo legami culturali con il paese d’origine. Nel loro insieme, le migrazioni italiane in Romania emergono come un capitolo importante della mobilità europea tra Ottocento e Novecento, in cui migrazione, modernizzazione economica e scambi culturali risultano strettamente intrecciati.