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Citazione bibliografica

Calcagni, M., Affari al buio: commercio, diplomazia e identità nel Levante moderno (1696-1702), a cura di Dyble, J., Lo Bartolo, A., Morelli, E., in Un mare connesso. Europa e mondo islamico nel Mediterraneo (secoli XV-XIX), Carocci, Roma, I tempi e le forme, 28, 2024, XI, pp. 233-254

  • Autore/i
    Calcagni, M.
  • Titolo pubblicazione
    Affari al buio: commercio, diplomazia e identità nel Levante moderno (1696-1702)
  • Curatore/i
    Dyble, J., Lo Bartolo, A., Morelli, E.
  • Titolo del volume in cui è pubblicata
    Un mare connesso. Europa e mondo islamico nel Mediterraneo (secoli XV-XIX)
  • Casa editrice
    Carocci
  • Luogo pubblicazione
    Roma
  • Titolo collana di libri o del giornale
    I tempi e le forme
  • Numero di serie del libro o giornale
    28
  • Numero capitolo
    XI
  • Da pagina
    233
  • A pagina
    254
  • Abstract
    Alla fine del XVII secolo, alcuni operatori economici toscani si diressero verso il Levante alla ricerca di opportunità commerciali e rapidi guadagni. Il capitolo mira a ricostruire il microcosmo di Francesco Adami (1654-1702), un mercante cresciuto tra Empoli e Livorno che, dopo aver girovagato per un decennio nel Mediterraneo orientale, lavorando prima come scrivano e poi come factor per società commerciali francesi e inglesi, approdò ad Acri, un piccolo porto della Palestina. Pur non conoscendo l’economia di quella terra, strategica per il commercio di cotone, l’Adami fondò la sua ditta insieme a un mercante franco-palestinese, e, nel 1699 , fu designato perfino viceconsole inglese in Palestina. Tale scelta scatenò una breve crisi tra la locale comunità francese e quella inglese di Aleppo a causa dell’ambigua identità dell’Adami e del mancato riconoscimento della nomina da parte del pascià di Sidone, quest’ultimo elemento indispensabile per esercitare un ruolo diplomatico in Levante.