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il sole 24 ore 17/04/2011

E Subiaco fece nascere la stampa


di Giancarlo Petrella

Subiaco rivendica il primato di culla della stampa, come lascia intendere fin dal titolo il recente volume nel quale sono ora meritoriamente raccolti gli atti di una serie di convegni. Nei primi anni Sessanta del XV secolo due chierici tedeschi, Konrad Sweynheym e Arnold Pannartz, discesero dalla natia Magonza in Italia. Portavano con sé i segreti dell'ars artificialiter scribendi. Forse puntavano già a Roma. Si fermarono invece, per motivi non ancora chiari, nel monastero benedettino di Subiaco. Iniziarono con lo stampare un perduto Donato, poi il De divinis institutionibus di Lattanzio, proseguirono con il De oratore di Cicerone, conclusero il 12 giugno 1467 con il De civitate Dei di sant'Agostino.

Le testimonianze dei contemporanei sono unanimi nel ribadire questo primato, a cominciare da Giovanni Andrea Bussi. Se non che dagli 20 del secolo scorso si avanza il dubbio che l'arte della stampa possa essere stata introdotta a Bondeno, nel Ferrarese, prima che a Subiaco. La questione verte sul cosiddetto frammento Parson-Scheide, dal nome dei due collezionisti che lo acquistarono rispettivamente nel 1927 e nel 1998. Si tratta di otto carte di un'edizioncina illustrata, le Meditazioni sulla Passione di Cristo, che propone una traduzione italiana (in un volgare screziato di venature padane) di un originario Leiden Christi tedesco. Il dibattito ha avuto un sussulto in anni più recenti, trovando in Piero Scapecchi il più convinto assertore di una datazione Bondeno 1463. L'attribuzione, che come si intuirà potrebbe rivoluzionare la storia del libro in Italia, vorrebbe trovare puntelli in un documento notarile datato 21 febbraio 1463 in cui Paolo Moerich e Ulrich Pursmid stringono una società per la stampa. Peccato che di questa società non resti nulla ed è verisimile che non abbia neppure avuto il tempo di partire, se il 27 aprile veniva sciolta. Scapecchi fonda la sua attribuzione sul tipo di carta impiegata, sulle tracce di volgare emiliano nella lingua del testo e in alcune peculiarità del carattere. Da parte sua Veneziani, ribattendo che nel programma editoriale non c'è traccia delle Meditazioni e quella filigrana risulta attestata nell'intera area padana almeno sino agli anni Sessanta, è categorico nel dire che a Bondeno si sia stampato alcunché. Il primato di Subiaco è salvo. Almeno per ora.

Subiaco, la culla della stampa, Iter edizioni, Subiaco. pp. 294, euro 28.

Copyright Il Sole 24 Ore.

Ultimo aggiornamento per la sezione Rassegna Stampa: 18/03/2019

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