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Dettagli Quotidiano

L'Indice dei libri del mese 25/10/2010

Elena Brambilla, Corpi invasi e viaggi dell'anima. Santità, possessione, esorcismo dalla teologia barocca alla medicina illuminista, pp. 302, € 29, Viella, Roma 2010


di Elisabetta Lurgo

Rielaborando alcuni saggi precedentemente pubblicati e arricchendoli di spunti suggeriti da inedite ricerche, l'autrice intende individuare i rapporti fra i canoni della santità e la scienza scolastico-aristotelica che ne costituì la base fra XVI e XVIII secolo: l'obiettivo è comprendere se il pensiero illuminista abbia inciso sulla definizione di santità e, quindi, sui criteri per distinguerla dalla possessione diabolica e dalla finzione. Il filo conduttore dello studio è la convinzione che, a partire dagli ultimi anni del Seicento, i fenomeni di possessione, soprattutto femminile, cominciarono a essere prevalentemente interpretati non più come invasione diabolica, ma come isteria uterina e malattia mentale. Fra il 1680 e il 1710 ebbe luogo, osserva l'autrice, una ridefinizione dei rapporti fra possessione e santità, influenzata dalla scienza illuminista, sullo sfondo della grande “battaglia teologica e mistica” tra la meditazione gesuita, che traeva alimento dalle immagini, e la contemplazione quietista, un’“iconoclastia mentale” che rinnegava il ruolo dell'immaginazione e cercava il “silenzio della mente”. Attraverso l'analisi delle tecniche di orazione gesuita nelle scritture mistiche delle monache in età barocca, sono messe in luce le caratteristiche di ogni aspirante santa, come la sofferenza spesso autoinflitta e il digiuno eucaristico, fino al rapimento estatico, al dono della profezia e della discretio spirituum. Il mondo di “corpi invasi” e “patologie miracolose” che si nascondeva nei conventi femminili di età barocca rivive attraverso gli scritti di esorcisti, teologi e infine medici, negli anni in cui il paradigma aristotelico, su cui si basava l'interpretazione dei segni della santità estatica, fu progressivamente soppiantato dalla fisiologia cartesiana e dal conseguente sviluppo della medicina meccanicistica, relegando le manifestazioni fisiche del misticismo nell'ambito dell’“affettata santità” e della patologia, sia pure senza escludere del tutto, almeno sino alla fine del Settecento, il maleficio e la possessione. Il lavoro di Elena Brambilla ci conduce per mano, dunque, in quelle “istituzioni totali” che furono i monasteri barocchi, evidenziando i poteri “assoluti e insindacabili” che li reggevano e il loro carattere di luoghi di segregazione. Le fonti utilizzate dall'autrice evidenziano lo sguardo maschile, di medici ed ecclesiastici, che pretendono di mettere a nudo le dinamiche del pensiero mistico femminile: mancano ancora, tuttavia, nonostante le intenzioni, le voci delle donne schiacciate sotto l'opprimente ala dell’“inesauribile fantasia caritativa e repressiva della Controriforma cattolica”.

Copyright L’Indice dei libri del mese 2010

Ultimo aggiornamento per la sezione Rassegna Stampa: 26/07/2021

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