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Dettaglio Evento

01/06/2017 - 02/06/2017 - Nizza (Francia)

Piccoli spazi mediterranei. Isole, Presìdi ed enclave. Il controllo del territorio nella geopolitica del Mediterraneo di età moderna (sec.XVI - prima metà XIX)

Call for Papers

Enti Organizzatori:

Centre de la Mediterranée Moderne et Contemoraine (CMMC), Université Nice Sophia Antipolis.


Informazioni:

Giornate di studi organizzate dal Centre de la Méditerranée Moderne et Contemporaine

 Nizza, 1-2 giugno 2017

 

La prassi storiografica tende generalmente a collocare il principio dell’età moderna tra la caduta di Costantinopoli per mano dell’Impero Ottomano e la riforma luterana, passando più tradizionalmente per la scoperta del continente americano da parte di Cristoforo Colombo, tre eventi che modificarono profondamente tanto le carte geografiche quanto gli equilibri politici, culturali ed economici del vecchio continente. All’interno dei processi che si mettono allora in moto, la chiusura delle rotte commerciali classiche con l’Oriente e la traslazione dell’attenzione economica verso le opportunità che donava l’Atlantico, contribuirono a relativizzare il ruolo del Mediterraneo nei traffici europei. Questo, però, non sancì affatto la sua fine né determinò minore attenzione da parte degli Stati che vi si affacciavano. A fasi alterne, il Mediterraneo dell’età moderna continuò in effetti ad esercitare il suo ruolo di spazio fluido tra tre mondi, adattandosi ai nuovi tempi e, soprattutto, continuando a rappresentare l’ago della bilancia degli equilibri europei in età moderna. Nelle sue acque hanno transitato navi battenti le bandiere più disparate e nel corso dei secoli le modalità con le quali i diversi Stati hanno tentato di controllarne le rotte hanno influenzato la sua stessa geografia politica.

Le coste e le isole del Mediterraneo hanno via via assunto ruoli e funzioni differenti a seconda del periodo storico e degli Stati che di volta in volta le hanno controllate. Territori spesso apparentemente marginali, piccoli, ma collocati in punti considerati strategici da uno o più Stati, assumono allora un ruolo considerevole: ecco quindi che questi spazi, geograficamente piccoli, diventano geopoliticamente grandi, avamposti contro uno Stato nemico, presìdi a difesa di un territorio posseduto, scali utili per i traffici commerciali, punti di controllo di una mappa più vasta.

Le giornate di studi si interesseranno precisamente alla storia di questo Mediterraneo dei piccoli spazi e alle strategie utilizzate dagli Stati per controllarli. Si pensi all’impero spagnolo del Cinquecento o all’impero napoleonico degli albori dell’Ottocento, in cui la strategia era, per definizione, imperiale, di conquista, in cui il centro inglobava ogni cosa fagocitando i piccoli spazi. Si consideri la strategia spagnola dei presìdi, utilizzata tanto in Africa del nord quanto in Italia per contrastare da un lato la minaccia barbaresca, per consolidare dall’altro il proprio dominio sul mare e sul territorio. Si pensi poi anche all’approccio veneziano, volto a difendere gli interessi economici della Serenissima che possedeva piccole enclave o isole nei punti strategici per le proprie rotte e che conservò buona parte di questi domini fino alla sua dissoluzione a Campoformio. Si ricordi, ancora, la strategia britannica, con un controllo diretto o indiretto delle isole e delle basi strategiche nel Mediterraneo, volto non ad un conseguente controllo politico del territorio o alla protezione di domini continentali, ma ad un obiettivo economico di garanzia degli interessi commerciali nella forma dei traffici con il Levante e, successivamente, con i territori più estremi del suo impero.

I presìdi spagnoli – nella penisola italiana come in Africa del Nord -, i protettorati britannici, le conquiste veneziane, ma anche il sistema imperiale napoleonico o i porti franchi, furono modi diversi per affermare (o tentare di affermare) il controllo militare, politico o economico delle rotte mediterranee o semplicemente per ritagliarsi la propria parte, o ancora per garantire gli interessi dello Stato nell’area mediterranea.

Come si rapportavano le popolazioni di questi territori con la potenza dominante? In che modo si riformulavano (ammesso che lo facessero) gli equilibri preesistenti e come cambiava il ruolo delle élite locali nel nuovo Stato che le inglobava? In che modo le autorità dello Stato che subentrava al sistema di potere preesistente intendeva il controllo del territorio, quali margini venivano concessi alle autorità preposte e quale la divisione delle competenze e le modalità di esercizio della sovranità tra potere centrale, amministratori in loco ed eventuali élite locali? Quale era l’impatto “locale” e “regionale” di queste presenze esterne sul territorio? Quale l’impatto della prossimità di un territorio posto sotto una sovranità differente sulle strategie delle popolazioni limitrofe o del commercio internazionale? E che ruolo, infine, andavano ad assumere questi territori nelle più ampie strategie delle grandi potenze?

Sono questi i quesiti che queste giornate di studi si propongono di approfondire. L’appello si indirizza soprattutto alle comunicazioni che daranno maggiore risalto alle prospettive seguenti:

 

-    Casi studio visti nel loro ruolo all’interno delle strategie della potenza cui appartenevano e/o nel quadro delle rotte mediterranee e, eventualmente, extramediterranee;

-    Le trasformazioni sociali, economiche e territoriali in questi piccoli territori al mutare della sovranità. Si intende in questo senso come si inserivano le nuove “funzionalità” date a questi luoghi nella vita e nell’economia di questi spazi;

-    L’amministrazione dei luoghi, spesso specchio della loro funzione (militare, coloniale, politica)

 

L’obiettivo non è la semplice giustapposizione di micro-storie: l’ambizione è di riuscire a ricostruire uno scenario d’insieme che parta dalle piccole entità per disegnare una storia del Mediterraneo che non solo non tralasci i piccoli territori al suo interno, ma che restituisca loro l’importanza che nei secoli hanno effettivamente ricoperto.

 

Le proposte potranno essere presentate in inglese, francese, italiano o spagnolo e dovranno essere composte da un abstract di una pagina, che precisi le fonti utilizzate, e da qualche riga di presentazione dell’autore. Le proposte dovranno essere inviate entro il 31 gennaio 2017 agli indirizzi: 1antoniodonofrio@gmail.com e Silvia.Marzagalli@unice.fr.

Esse saranno valutate dal comitato scientifico che comunicherà le sue decisioni agli inizi di marzo 2017. Una selezione degli atti darà luogo ad una pubblicazione.

Le spese di soggiorno (una notte e la cena) saranno prese in carico dal CMMC.

Le spese di trasporto restano a carico dei partecipanti.

 

Responsabile scientifico e organizzatore scientifico:

Antonio D’Onofrio (Università degli studi di Napoli “L’Orientale” e Centre de la Méditerranée Moderne et Contemporaine, Université Côte d’Azur)

 

Membri del comitato scientifico:

Antonio D’Onofrio (Università degli studi di Napoli “L’Orientale” e Centre de la Méditerranée Moderne et Contemporaine, Université Côte d’Azur)

Silvia Marzagalli (Centre de la Méditerranée Moderne et Contemporaine, Université Côte d’Azur e Institut Universitaire de France)

Luigi Mascilli Migliorini (Università degli studi di Napoli “L’Orientale”)

Email:
1antoniodonofrio@gmail.com

Link Ente Organizzativo:
http://cmmc-nice.fr/




Ultimo aggiornamento per la sezione Calendario: 09/12/2019

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